Bitcoin Voices: Giacomo Zucco

Bitcoin Voices nasce per dare spazio alle personalità e alle aziende più influenti in ambito Bitcoin e Blockchain in Italia.

Eccoci ad una nuova intervista sul nostro blog. Questa volta è il turno di Giacomo Zucco. Per chi naviga da tempo il mondo Bitcoin è sicuramente un personaggio noto. Per chi non lo conoscesse Giacomo è uno dei massimi esperti ed esponenti del movimento Bitcoin a livello mondiale. Sin dal 2012 promuove l’adozione di Bitcoin tramite convegni di divulgazione ma anche business.
In questo articolo Giacomo ci aiuterà a capire i motivi fondamentali che rendono Bitcoin diverso e unico rispetto a tutte le altcoin.

1 – Esiste un futuro in cui le Altcoin rendono Bitcoin desueto? Esiste la possibilità che altre criptovalute prendano il posto di bitcoin?

Giacomo: In un periodo sufficientemente lungo esiste qualsiasi scenario, ma se parliamo in termini realistici si tratta di una possibilità assolutamente remonta. Allo stato attuale è plausibile pensare che ci siano solo due scenari possibili, o tutti convergono verso Bitcoin che diventa uno standard di fatto, oppure tutto il movimento crypto rimane un esperimento passeggero.

2 – Qual’ è l’invenzione fondamentale in Bitcoin?

Giacomo: Bitcoin risolve un problema mai risolto in informatica, cioè ottenere scarsità del mondo digitale. Ora che Bitcoin ha risolto questo problema non c’è più bisogno di inventare nuovi strumenti, ma possiamo sempre migliorare Bitcoin.
Nel mondo fisico esiste un materiale come l’oro, che crea delle dinamiche di scarsità che poi possono essere sfruttate per usi monetari, nel mondo digitale invece qualsiasi cosa come un software, un’informazione o un immagine, quando esiste e viene trasferita si moltiplica potenzialmente all’infinito, anche nel caso di un software open source non esiste nessun tipo di scarsità intrinseca, volendo è possibile copiare il codice di Bitcoin e creare la versione 2, ma in questo caso si tende a dare valore all’unicità della catena originale, proprio come nel caso di un dipinto d’autore, in modo tale che esistano solamente 21 milioni di Bitcoin originali.

Nel mercato delle Altcoin anche se ragioniamo sul fatto che alcune hanno un circolante duro, cioè limitato come Bitcoin, guardando l’insieme il circolante totale risulta potenzialmente illimitato, senza tetto massimo. Per esempio ETH non ha un limite massimo, quindi l’unico modo in cui si crea scarsità è se una di queste reti acquisisce un valore storico ed effetto network che la rende la principale. Un primo vantaggio innegabile di Bitcoin è rappresentato dalla storia, il vantaggio di primogenitura, cioè essere la prima criptovaluta originale. Inoltre, se ammettiamo che una altcoin possa diventare la principale al posto di Bitcoin dovremmo anche aspettarci che venga superata a sua volta da un’altra altcoin.

Inoltre per scalzare Bitcoin dovresti prima di tutto avere un’idea tecnologica veramente innovativa che attiri i migliori sviluppatori ed il suo network dovrebbe crescere più velocemente di quanto sta crescendo Bitcoin. 

3 – Ci sono altri tratti distintivi di Bitcoin

Giacomo: Un altro vantaggio di Bitcoin è rappresentato dal suo effetto Network infrastrutturale costruito nel tempo.

Riguardo alla Dominance di Bitcoin rappresentata così come viene descritta attualmente risulta falsata da tutte quelle criptovalute le quali al loro lancio rendono disponibile sul mercato solo una parte del circolante come nel caso di ETH e XRP. Teoricamente per confrontare meglio la forza di Bitcoin rispetto alle altre criptovalute si dovrebbe calcolare la dominance prendendo in esame la market cap mediata dai volumi ed otterresti una metrica in cui Bitcoin non è mai sceso sotto l’85% e si aggira spesso attorno al 90%, ma non avrebbe senso riportarla poiché la legge di Godwin afferma che qualsiasi metrica pubblica tende a falsare i dati in quanto le aziende si focalizzano sul massimizzare la metrica e non l’intero oggetto che si vuole misurare.

L’infrastruttura finanziaria su Bitcoin ha raggiunto un ottimo punto con vari prodotti scambiati nelle borse di tutto il mondo come ETN ed ETF. Ether è l’unica delle altcoin che comincia ad avere un infrastruttura finanziaria, secondo me ancora lontana anni luce, ma quasi nella stessa categoria poiché possiede un market cup importante, anche se manipolato dal circolante pre-minato, ed ha un paio di futures in discussione.

Poi c’è l’infrastruttura fisica rappresentata dai dispositivi per il mining di Bitcoin, dal satellite di Blocksteam e da una quantità di nodi hardware gestiti da persone diverse. Successivamente abbiamo anche tutto un network software che fa sì che uno sviluppatore bravo vada a lavorare sullo standard di fatto, come per esempio su Linux, a meno che uno sviluppatore non creda che un altcoin sia 100 volte migliore di Bitcoin tenderà a voler lavorare su quest’ultimo.

Inoltre Bitcoin ha anche un effetto network culturale che alcuni chiamano scherzosamente “l’immacolata concezione” riferendosi al fatto che Bitcoin è nato da vari tecnici e ideologi che lo hanno ideato e testato con calma e solo dopo è arrivata la corsa all’oro.  Al contrario, oggi se proponi un nuovo progetto, prima si interessano gli speculatori e solo dopo, forse potrebbero interessarsi dei buoni tecnici.

Quindi per ottenere una rete in competizione con Bitcoin prima di tutto dovresti avere un’idea categoricamente differente ed interessante in modo da attirare gli sviluppatori migliori e gli architetti di sistemi economici migliori inoltre dovresti far si che l’infrastruttura di questa rete eguagli la grandezza di quella di Bitcoin e far si che cresca più velocemente di quanto cresce quella di Bitcoin.

4 – Anche ETH potrebbe ottenere queste qualità e sopravvivere alla concorrenza quindi?

Giacomo: Partendo dal concetto di sopravvivere, se intendiamo il fatto che ci sarà sempre qualche nodo attivo, quasi sicuramente avverrà, anche solo per il fatto che molte cose con il tempo diventano collezionabili, la differenza di network effect che c’è oggi con Bitcoin è incolmabile, a tendere, credo diverranno due categorie differenti: ci sarà un asset scarso digitale di produzione, Bitcoin, e poi, ci saranno una serie di collezionabili o giochi. Per esempio Namecoin essendo la prima altcoin secondo me avrà sempre una chiave privata che ne deterrà ed avrà un valore collezionabile.

Esiste la possibilità che alcuni pezzi di software o architetture basati su Altcoin sopravvivono come standard magari nell’industria centralizzata. Io, per esempio, trovo lo standard ERC-20 di ETH brutto, ma ora che anche altre altcoin utilizzano questo modello è diventato uno standard di fatto in quella nicchia composta da un paio di milioni di persone che fanno trading sulle altcoin. E’ possibile, infatti che un brutto standard, se sostenibile, possa sopravvivere.

La maggior parte dei token attualmente sono comunque poco decentralizzati e man mano che cala l’hype della finta decentralizzazione e della buzzword blockchain, Bitcoin si consolida come alternativa affidabile nel tempo.

6 – Facci un esempio di tecnologia che da Bitcoin si sposta sulle altcoin?

Giacomo: SegWit per esempio lo si è provato su Litecoin, ma lo si è provato comunque prima sullo sviluppo della testnet Bitcoin, lo stesso è stato per Monero.

Altro esempio la Proof of stake arriva dalla preistoria di Bitcoin da un’idea del 1998 in be money, la quale viene citata da Satoshi Nakamoto nel white paper e la supera con la proof of work, ma poi le altcoin dopo anni la rivendono offuscando le problematiche.

Mimblewimble nasce come proposta di miglioramento di Bitcoin da parte di un anonimo, in seguito sono nate 5 altcoin con questa architettura. In Bitcoin l’idea non diventa buttare roba in produzione piuttosto decenni di discussione e sperimentazione invece nel campo delle altcoin visto che c’è poco da perdere ma molto da guadagnare nell’enfasi del momento, l’incentivo è trasformare ogni idea presa altrove in un esperimento di produzione, in genere problematico.

Ad oggi il flusso di Innovazione, per gli effetti network software che dicevano, da Bitcoin filtra fuori verso le altcoin, non è impossibile un flusso inverso, in cui un altcoin che sopravviva abbastanza a lungo lasci qualche pezzo di architettura o addirittura un pezzo di codice che poi potrebbe essere integrato in Bitcoin.

7- Quindi stai dicendo che visto che i migliori sviluppatori tendono a lavorare sullo standard di fatto, la tecnologia la sta guidando Bitcoin? 

Giacomo: Assolutamente! La  ragione per cui non sembra così è perchè Bitcoin guida la tecnologia tramite il ragionamento, la teoria e le discussioni sulla mailing list, dove 999 idee vengono giudicate non fattibili e una giudicata forse fattibile con calma con tutti i crismi, invece nel mercato Altcoin ci sono anche lì idee casuali, ma quasi tutte derivano dalla storia di Bitcoin.

8- Ma chi sente l’esigenza di diversificare in altcoin?

Giacomo: Riguardo al tema diversificazione le altcoin sono un fenomeno parassitario il quale non ha futuro e non sono un vero hedge (copertura) di Bitcoin, poiché se fallisce Bitcoin quasi tutte falliscono e se non falliscono non hanno poi più un mercato di riferimento, servirebbero anche altri fondamentali ma anche osservando solo il prezzo, le altcoin sono perfettamente correlate con bitcoin, di solito quando Bitcoin sale salgono di più e mentre quando Bitcoin scende scendono di più tutte, ci sono dei piccoli refusi temporali dovuto alle varie fasi di mercato, ma se fai un calcolo sulla di correlazione, ottieni che Bitcoin è correlato pochissimo con altre asset class mentre ha una forte correlazione con le Altcoin, quindi potremmo dire che investire in Altcoin è come investire su Bitcoin a leva, l’unico vantaggio di non usare la leva e usare le alt, è che non hai le margin call.

Le altcoin inoltre sono basate su una narrativa che in caso facendo una sentiment analysis si può individuare l’andamento del prezzo, mentre in Bitcoin questo risulta più difficile poiché le narrative sono molto più consolidate.

9- Un differenza fondamentale riguarda anche il Marketing delle varie criptovalute. Mentre Bitcoin non ha un team che lo sponsorizza, le altcoin spesso vengono spinte dai propri sviluppatori tramite un marketing molto aggressivo. Che ne pensi?

Giacomo: questo aspetto è una debolezza per Bitcoin nel breve ma una forza nel lungo termine, bitcoin arriva per spontanea adozione, tu non lo adotti perché ti ha invogliato qualcuno, ma perchè dopo un po’, con fatica, e magari dopo qualche errore lo comprendi.

Lo abbiamo visto con Linux, nel breve agli inizi questo standard Open source arranca e fa fatica ad affermarsi rispetto allo standard proprietario di Microsoft, ma sul lungo periodo però Linux vince e diventa parte di ogni cellulare Android e diventa la base di Imac.

Con Bitcoin questo fattore è ancora più marcato in realtà poiché mentre in Linux si è creata redhat una società che si occupa di fornire servizi di assistenza, per Bitcoin si è creata una dinamica simile con Blockstream, ma se tu uccidi redhat crei un danno a Linux, invece Blockstream non è così fondamentale per Bitcoin ed il suo sviluppo futuro.

Che se poi ci pensate è un pò la differenza tra le cose organiche e le cose spinte come per esempio l’atleta dopato che corre di più, non c’è niente da fare, invece il corridore non dopato fa fatica, all’inizio, ma poi resiste di più come sportivo negli anni.

10- Qual’è secondo te un cambiamento di comportamento importante portato da bitcoin?

Giacomo: Bitcoin tra i vari cambiamenti che ha introdotto predilige una preferenza temporale bassa in cui viene scelto il risparmio rispetto al consumismo; lo studio serio invece che l’esperimento frettoloso; la serietà invece che hype; lo spirito critico invece che esaltazione. Queste cose qui sono già indotte in maniera sociale nel concetto di hard money, una moneta che non si svaluta nel tempo, disinflazionistica o addirittura deflazionistica in alcuni casi, in cui invece di spendere e fare debito devi risparmiare e fare le cose con calma. Non solo le dinamiche monetarie portano a questo shift ma anche dinamiche tecnologiche.

11 – Puoi dirci di più riguardo alla Preferenza temporale?

In realtà non tutto in Bitcoin è così, per esempio se ragioniamo a livelli, come su internet, la base non cambia molto nel tempo, poi più in alto abbiamo Facebook che cambia molto più velocemente, ed ancora sopra le sue varie app e giochi che cambiano ancora più velocemente (ho semplificato molto) in modo che tu hai alla base della piramide pochi standard convergenti e condivisi e stabili nel tempo, salendo hai sempre più concorrenza e più evoluzione nel tempo. Su Bitcoin hai per esempio il livello base di politica monetaria che non cambierà realisticamente mai, sopra hai la struttura transnazionale anch’essa molto solida ma che potrebbe vedere dei miglioramenti nel tempo, poi ancora sopra on top ci sono i servizi implementati su lightning network LN che si aggiornano molto spesso. Anche in architettura esiste una dinamica simile riguardo le case, partendo dalle mura, l’intonaco e gli arredamenti.

12 – Continueremo a sentire narrative negative su bitcoin?

Riguardo le narrative che legano Bitcoin ad aspetti negativi o fazioni negative come gruppi terroristi ce ne sono, ma sono anche in contrasto tra di loro, il che le rende anche incompatibili. La cosa buona è che Bitcoin funziona sulla base di incentivi locali ed è immune a queste narrative globali.